Verolavecchia, in breve
Verolavecchia (Erölaecia in dialetto bresciano) è un comune italiano di 3 944 abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. L'attuale territorio è il risultato dell'unione dei territori comunali del precedente comune di Verolavecchia e di Monticelli d'Oglio, avvenuto nel 1842. Fa parte dei comuni del Parco dell'Oglio Nord.
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Si pensa che il territorio di Verolavecchia fosse abitato già dai tempi della preistoria. Dall'epoca romana sono state ritrovate tre lapidi, una a Verolavecchia e due a Scorzarolo, ora poste nel museo romano di Brescia. Inoltre, nella frazione di Villanuova nel 1864 venne portata alla luce una necropoli romana, anch'essa situata all'interno del Museo di Santa Giulia. Verolavecchia, borgata umile e poco conosciuta (attualmente non arriva a 4 000 abitanti) non vanta certo una storia di eventi eclatanti. La sua natura geografica la rende abbastanza isolata. Chiusa tra Quinzano e Monticelli a sud ovest, Scorzarolo e Verolanuova a nord est, non trovandosi su importanti vie di passaggio ha avuto lunghi periodi di pace.
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La chiesa che, nella versione attuale, venne costruita nella seconda metà del Settecento su progetto di Domenico Prandini, presenta un'elegante facciata (restaurata nel 2016) opera di Benedetto Carboni. L'interno, ad aula unica con tre cappelle per lato, è stato decorato da alcuni dei più importanti pittori del Settecento bresciano come Sante Cattaneo e Francesco Savanni. Nel presbiterio è conservato un pregevole crocifisso cinquecentesco. La pestilenza del 1512-13 portò grande danno al territorio bresciano. La chiesa di San Rocco di Verolavecchia fu costruita in seguito ad un voto di tutta la popolazione ufficialmente stabilita con un atto del 15 marzo 1514. Fin dal 1512 era iniziata la fabbrica o doveva sorgere una santellina nel luogo, dove ora c'è la chiesa.
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La bertolina (in dialetto bresciano la bertùlinà) è un tipico piatto bresciano. È un piatto di riciclo, infatti si cucina con l'avanzo della minestra (solamente la pasta) e l'aggiunta di un uovo, farina, sale e un goccino di latte. Può essere servito anche come dolce mettendovi sopra dello zucchero. La frittata a Verolavecchia viene principalmente fatta con i loertis (luppolo selvatico), che si possono raccogliere lungo le rive del fiume Strone in primavera. Queste cimette devono essere sbollentate prima di poter essere adoperate per le differenti preparazione, che oltre la frittata comprendono anche il risotto oppure semplicemente fritti. La polenta è senz'altro un altro alimento fondamentale della cucina ed alimentazione verolavecchiese.
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