Esine, in breve
Èsine (Éden in dialetto camuno) è un comune italiano di 5 055 abitanti, della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.
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Il nome di Esine compare per la prima volta nell'anno 979 (o forse nel 994, la datazione è controversa) in una donazione effettuata da tale Gisalberto da Esine. Nel XII secolo vi fu un'aspra vertenza con i vicini di Borno, a causa di una palizzata costruita abusivamente sul fiume Oglio, che per effetto di tale costruzione aveva mutato corso; da ciò derivò una tragica rissa che portò alla morte di undici persone. Nell'ottobre 1168 la controversia si ricompose grazie a una pacificazione emessa a Montecchio, con la conseguente distruzione della staccionata. Nel 1287 Manfredo Beccagutti acquistò a ripetizione le terre di Esine e Plemo, venendo poi investito del diritto di decima da parte del vescovo di Brescia.
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A Esine sono presenti i seguenti edifici religiosi: Chiesa di Santa Maria Assunta, ricostruita nel 1485 e dichiarata poi monumento nazionale; Parrocchiale di San Paolo, riedificata nel 1691. All'esterno presenta due statue attribuita a Beniamino Simoni, mentre all'interno ospita opere di Callisto Piazza e Antonio Guadagnini; Chiesetta di San Carlo, di fianco alla canonica, un tempo oratorio dei disciplini. Fu edificata nel XVII secolo; Chiesa della Santissima Trinità, l'antica parrocchiale, risalente all'VIII secolo e ricostruita nell'XI. All'interno presenta una vasca battesimale a immersione; Chiesa della Visitazione della Beata Maria Vergine, parrocchiale della Sacca; ex Parrocchiale di Santa Maria, del 1730, anch'essa alla Sacca;
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Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Esine è Maia müle.
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Il comune di Esine sorge nella bassa Valle Camonica, più precisamente all'imbocco della Valgrigna: si sviluppa in larga parte intorno al punto di confluenza tra l'omonimo torrente e il fiume Oglio, e dista 63 km dal capoluogo provinciale. Densamente antropizzato nella parte fondovalliva, conta anche una vasta componente montuosa che - pur sostanzialmente spopolata - contribuisce a collocarlo tra i comuni più estesi della zona. Il capoluogo comunale risulta affiancato da tre frazioni: alle storiche e popolose Sacca e Plemo, ubicate nel quadrante meridionale dell'abitato, si sono poi aggiunti i piccoli Librinì, elevati al rango di frazione solo di recente e posti a loro volta a levante del borgo principale.
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