Chiari, in breve
Chiari (AFI: [ˈkjaːri]; Ciare in dialetto bresciano) è un comune italiano di 19 776 abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. Geograficamente è situato nella pianura della Bassa Bresciana occidentale, a ridosso del fiume Oglio. Nel territorio si è svolta la sanguinosa battaglia di Chiari, avvenuta nel 1701, tra le truppe francesi contro quelle austriache durante la Guerra di successione spagnola, con l'intento di impossessarsi del Ducato di Milano. È stato il primo comune in Italia ad essere nominato Capitale italiana del libro.
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Un primo insediamento fu fondato nel 1125 con il nome di Clarium, sotto forma di un castello (demolito nel XIX secolo). L'andamento delle mura circolari del borgo più antico è ancora perfettamente leggibile nel tessuto urbano attuale. Nel 1237 il castello fu assediato da Federico II, nel 1259 fu conquistata da Ezzelino da Romano, nel 1272 fu distrutto dai guelfi, ma fu ricostruito dai ghibellini. All'inizio del XV secolo Chiari si trovava sotto il potere dei Visconti di Milano. Nel 1422 Filippo Maria Visconti gli concesse privilegi amministrativi e riconobbe l'autonomia politica. Ciononostante nel 1426, dopo un pesante bombardamento, la cittadina fu occupata dalle truppe della Serenissima e donata al Conte di Carmagnola, condottiero della Repubblica di Venezia.
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Il cinquecentesco Duomo è dedicato a santi Faustino e Giovita e situato in piazza Zanardelli. All'interno le opere scultoree di A. Calegari e le pitture di Pietro Ricchi, chiamato il Lucchesino, una tela del 1700 e la Pietà dei celesti dell'artista Pompeo Batoni. Nel piano sotterraneo del Duomo, le reliquie di Sant'Agape, ricomposte in un simulacro di ceroplastica, martire estratta della catacomba romana di Ciriaca: le sue reliquie sono meta di pellegrinaggio. La leggenda narra che fu la Santa a chiedere di essere inviata a protezione della città. La torre, alta 55 m e costruita in marmo bianco, fu progettata da A. Marchetti ed eretta nel 1758 nella piazza principale di Chiari (Piazza Zanardelli), ben visibile da qualsiasi zona della città.
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Capitale italiana del libro 2020 Il 18 ottobre 2020 è stata la prima città in Italia ad essere nominata Capitale italiana del libro. La biblioteca comunale è intitolata a Fausto Sabeo, clarense che nel XVI secolo è stato bibliotecario alla Vaticana di Roma. Si trova lungo la circonvallazione, in viale Mellini, all'interno di un grande edificio nato come ospedale e che ospita al piano superiore il "Salone marchettiano". La biblioteca è centro sistema del Sistema bibliotecario Sud ovest bresciano. A Chiari si contano 4 asili nido, 4 scuole materne, 5 scuole elementari, 3 scuole medie e 3 scuole superiori. È nato a Chiari il poeta e critico letterario Lento Goffi, insegnante in alcune di queste.
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A Chiari è attivo uno degli istituti dell'Università degli Studi di Brescia, l'istituto dell'Università di Infermieristica, che ha sede presso viale Mazzini nell'ospedale Mellino Mellini della Città.
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Chiari è una città industrializzata con un'economia sviluppata in campo agricolo, industriale e commerciale. Chiari intorno alla vasta periferia presenta una campagna di discrete dimensioni dalle quali derivano da sempre molti prodotti agricoli e animali. Di tutto rispetto ancora oggi l'attività agricola, con commercio rimarchevole, anche se inferiore rispetto al passato, di colture cerealicole e vivace il settore lattiero-caseario. Chiari già nel 1700 era rinomata per la produzione di seta, che grazie ad essa la porterà nel corso della storia ad essere uno dei centri più produttivi del bresciano.
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Chiari si trova nella parte più estrema della Bassa Bresciana occidentale, vicino alle rive del fiume Oglio. La sua superficie è di 38,02 km², la seconda maggiore della Bassa Bresciana occidentale dopo Orzinuovi. L'altitudine media è di 138 m sul livello del mare. Fanno parte di Chiari quattro frazioni: Monticelli, Santellone, San Bernardo e San Giovanni. Una delle caratteristiche di Chiari, è la presenza dei corsi d'acqua irrigui, le seriole. Lo sviluppo urbano e dell'economia clarense procede fin dal Medioevo con il continuo ampliamento della fitta rete di canali. I nomi delle rogge appartengono alla storia dell'idrografia della città di Chiari e, nel tragitto urbano delle seriole, i canali costituiscono un elemento strettamente legato alle radici della città.
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