Sellero, in breve
Sellero (Hèlar in dialetto locale, Hèler in dialetto camuno) è un comune italiano di 1 364 abitanti della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia. Si trova a circa 83 chilometri a nord dal capoluogo, nella media Val Camonica. Nel suo territorio di 13,9 km² sono presenti migliaia di incisioni rupestri, tra le quali è da segnalare la "rosa camuna" in località Carpene (differente però da quella simbolo della Regione Lombardia).
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La prima popolazione ad abitare la zona del paese fu quella dei Camuni; a conferma di ciò ci sono molte incisioni rupestri, le prime databili all'età del bronzo. La più nota di esse è quella della rosa camuna, divenuta poi simbolo della regione Lombardia, anche se quella di Sellero differisce dalle altre per la sua disposizione "a svastica", leggermente differente. Queste tracce di insediamento permanente andarono perse durante il periodo romano. È probabile che dalla conquista romana della Val Camonica (16 a.C.) fino alla seconda metà dell'Alto Medioevo la zona sia stata abitata solo da pochi contadini dipendenti dagli insediamenti vicini.
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Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (1785): presenta un interessante altare in marmo di Verona e di Sicilia e un portale in marmo di Vezza. Contiene una serie di affreschi che raffigurano alcuni santi (san Rocco, san Sebastiano, sant'Antonio di Padova, santa Caterina da Siena e san Simone Stock) mentre la sagrestia conserva quella dell'antica chiesa di Santa Maria; Chiesa madre di San Desiderio (XI secolo): edificata dai Franchi è la chiesa più antica del paese. Situata vicino al camposanto fu anche monastero. Conserva degli affreschi di Giovanni Pietro da Cemmo e alcune cornici della scuola dei Ramus; La fontana della piazza, del 1755, a cui è appoggiato un curioso busto umano in pietra, chiamato il Faccione.
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A Sellero è presente la biblioteca comunale che contiene circa trecento libri. Essa fa parte della Rete Bibliotecaria della Valle Camonica che a sua volta è integrata nella Rete Bibliotecaria Bresciana. Nel paese sono presenti una scuola dell'infanzia gestita dalla parrocchia e una scuola primaria comunale. Dagli anni settanta agli anni novanta vi furono le scuole medie come sezione distaccata di quelle di Capo di Ponte. Tipica del paese è la variante locale dei casoncelli. Si tratta di un impasto di farina e acqua ripieno di salumi, solitamente salame, avanzi di carne, in genere lesso e arrosto, erbette varie e formaggio grattugiato. Il condimento è costituito da abbondante formaggio, burro e salvia. Altri piatti tipici sono: Minüs: è preparato con avanzi di polenta;
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Tipica del paese è la variante locale dei casoncelli. Si tratta di un impasto di farina e acqua ripieno di salumi, solitamente salame, avanzi di carne, in genere lesso e arrosto, erbette varie e formaggio grattugiato. Il condimento è costituito da abbondante formaggio, burro e salvia. Altri piatti tipici sono: Minüs: è preparato con avanzi di polenta; questa viene messa fredda in una tazza di latte caldo; Schelt: viene preparato bollendo nell'acqua della farina di castagne. È mangiato accompagnato da formaggio o panna; Formagel parat: viene preparato unendo a delle uova strapazzate formaggio e salame.
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Nell'Ottocento, all'epoca dei bigatti, metà della popolazione si portava in Franciacorta a sfrondare i gelsi e a spigolar frumento. Fino agli anni quaranta/cinquanta del secolo scorso le attività erano principalmente di tipo agricolo: nella stagione calda si lavorava la terra e si saliva in montagna mentre nei mesi freddi il lavoro avveniva in paese. Le case sparse erano poche poiché tutto, fino ad una certa altitudine, era costituito da campi coltivati e prati per i pascoli. Quando cadeva molta neve le giornate si trascorrevano nelle stalle dove venivano allevati maiali, vacche, capre e pecore, per tante famiglie uniche fonti di reddito e di sostentamento.
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Il paese è situato sul versante occidentale della valle, in posizione rialzata rispetto al fondovalle. Il monte più alto è il monte Elto che misura 2 145 metri d'altezza e domina il paese da ovest. È diviso dagli abitanti del paese in varie zone chiamate con nomi dialettali, difficilmente traducibili in italiano, legati a caratteristiche particolari e utilizzati anche nella segnaletica in montagna. Quelle più importanti sono Spì, Isù, Barnill, Tamblù, Carona, Prat del Fö, Ter al Fö e Nielt. Classificazione sismica: zona 4 (sismicità irrilevante), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 Classificazione climatica: zona E, 2890 GR/G Situato nelle prealpi lombarde, all'interno delle prealpi Orobiche, ha un clima sostanzialmente rigido in inverno, caldo e piovoso in estate.
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