Malonno, in breve
Malonno (Malòn in dialetto camuno) è un comune italiano di 2 975 abitanti, della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.
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Il primo nucleo abitato sorse probabilmente dove ora insite in bel borgo di Lava, che rimase per secoli, fino al 1500, il centro religioso più importante della zona. Dopo l'anno mille il vescovo di Brescia subentrò, mediante scambi territoriali, infeudamenti e acquisizioni, in vaste proprietà in terra camuna, ricevette i vari benefici e privilegi col titolo di Duca di Val Camonica, nel 1193, a sua volta investì di un vasto feudo un ramo della famiglia Dòmini di Vione e i Magnoni, che furono dunque la parte guelfa della nobiltà locale.
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Le chiese di Malonno sono: Parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita, una delle chiese più ampie della Valle Camonica, iniziato a costruire nel 1731 per opera del conte Leonida Celeri. Fu conclusa nel 1750 e consacrata nel 1829. Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. Chiesa di San Lorenzo, del XVIII secolo. Chiesa di San Bernardino, del XVI secolo. Negozio Religioso e Cartogiocattoleria Scarabocchio, del XXI secolo. Torre Malisia Torre di Cremesia (o Torre Magnoni), Torre del Forno (Fùren o Torre Bona). Palazzo Celeri-Martinengo costruito dai Celeri tra il 1400 e il 1600 (?) e rimaneggiato dai Martinengo nel 1700, all'interno suggestivi e vasti saloni, tra i quali una preziosissima «stúa» rivestita in legno. I soffitti erano un tempo affrescati.
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Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Malonno è Bène oppure Màcc dele bène. Una nenia popolare in dialetto camuno recita: Din don, din don, le campane de Malòn 6 gennaio, festa dell'epifania. Era consuetudine dare al gabinàt (da tedesco Gaben Nacht, notte dei doni): quando la mattina due persone s'incontravano, il primo che pronunciava la parola aveva diritto di ricevere un piccolo dono. Spesso era un bicchiere di grappa. Giovedì grasso (Giovedì di mezza quaresima, Giuedè de la Meza). Si leggeva il testamento e di seguito si bruciava la Vecchia, tradizione tuttora in auge a Malonno. Carnevale.
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Tre torri gentilizie, con muratura in pietra irregolare, bei portali, alcuni più complessi e lavorati, altri con semplici architravi in granito, arcate ed involti, resti un po' trascurati di case importanti o di chiara struttura contadina, un interessante forno fusorio, si trovano nel centro storico di Malonno. Sulla costa sulla quale poggia il villaggio vi era un esteso filone di ferro, che ha una direzione da ovest ad est, quasi orizzontale, partendo dalla località Vago presso Paisco.
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